PATOLOGIA PROFESSIONALE
INFORTUNIO
Evento lesivo da cui deriva la morte o l’inabilità e cioè l’annullamento o la riduzione della capacità lavorativa, determinati da causa violenta che opera in occasione di lavoro.
MALATTIA PROFESSIONALE
Alterazione dell’organismo che porta alla morte o alla inabilità temporanea o permanente, totale o parziale, generata da una causa che determina lentamente il proprio effetto, con azione ripetuta e prolungata.
L’assicurato è tenuto ad informare il datore di lavoro immediatamente per quanto riguarda gli infortuni ed entro 15 giorni per quanto riguarda la malattia professionale. La denuncia di infortunio o di malattia professionale, corredata di certificazione del medico, deve essere inoltrata all’INAIL dal datore di lavoro, rispettivamente entro 2 e 5 giorni dal giorno in cui il lavoratore ne ha dato notizia. L’Ente assicuratore provvede all’erogazione delle prestazioni del caso (indennità giornaliera per invalidità temporanea, rendita per invalidità permanente, rendita ai superstiti in caso di morte dell’assicurato per infortunio o malattia professionale.
Il riconoscimento di una malattia professionale si basa su un sistema di tutela “misto” costituito da malattie “tabellate” e “non tabellate”. Le malattie professionali “tabellate” sono quelle contratte nell'esercizio ed a causa delle lavorazioni specificate in apposite tabelle definite per legge. Una malattia professionale tabellata non deve essere provata dal lavoratore ma è sufficiente che la scienza medica abbia denuciato una probabilità e non solo possibilità che quell’attività può causare la patologia. Nei settori “Industria e Servizi”, le più comuni malattie professionali “tabellate” riconosciute in Italia sono:
- Ipoacusia e sordità da rumore
- Asbestosi e neoplasie da asbesto
- Malattie cutanee
- Silicosi
- Malattie osteo-articolari
- Asma bronchiale
Le malattie professionali “non tabellate” sono quelle per le quali il lavoratore riesce a dimostrare che la causa consiste nella lavorazione a cui è addetto. In questi casi il lavoratore deve avvalersi dell’assistenza di un medico del lavoro per dimostrare il nesso causale. L’indennizzo per invalidità permanente viene assegnato quando la malattia professionale o le sue conseguenze abbiano causato una diminuzione della capacità lavorativa in misura superiore al 10% della capacità lavorativa totale. Nei settori “Industria e Servizi”, le più comuni malattie professionali “non tabellate” riconosciute in Italia sono:
- Ipoacusia
- Tendinite
- Malattia dell’apparato respiratorio
- Affezioni dei dischi intervertebrali
- Sindrome del tunnel carpale (STC)
- Artrosi
- Tumori
- Altre neuropatie periferiche
Lo studio medico Gerardi è impegnato nella consulenza specialistica in materia di riconoscimento di malattia professionale.
PNEUMOCONIOSI
E’ il risultato di un accumulo di polvere nei polmoni e reazioni del tessuto alla sua presenza. Le pneumoconiosi comprendono:
- SILICOSI: pneumoconiosi fibrotica a carattere nodulare, determinata dall’introduzione e dall’accumulo nel polmone di silice libera cristallina. Le lavorazioni più a rischio comprendono le industrie estrattive; la perforazione di gallerie; l’industria siderurgica; l’industria dei refrattari, della porcellana, dei manufatti ceramici e degli abrasivi silicei; lavorazione e macinazione di pietre silicee etc.
- ASBESTOSI: pneumoconiosi sclerogena provocata dalla inalazione prolungata di fibre di amianto (o asbesto). Le lavorazioni a rischio comprendono: estrazione del minerale; suo isolamento e ripartizione per lunghezza delle fibre; lavorazione dell’amianto; applicazione di manufatti e coibentazione con materiali vari di amianto etc.
ASMA PROFESSIONALE
L' asma professionale si presenta come una condizione caratterizzata da accessi di dispnea espiratoria sibilante, risultato di un fenomeno di ostruzione bronchiale. In una prima fase si manifesta solo nell’ambiente di lavoro, al contatto con l’antigene, successivamente tende a cronicizzare, manifestandosi anche lontano dall’ambiente di lavoro. Le cause di asma allergico professionale sono molteplici e si distinguono in:
- Cause di origine chimica (verniciatori, elettricisti, lavoratori delle raffinerie, stampatori, lavoratori di spezie etc.)
- Cause di origine animale (lavoratori dell’industria casearia, dei detersivi, lavoratori delle lavanderie, parrucchieri etc.)
- Cause di origine vegetale (mugnai, lavoratori del grano, del caffè, del cotone, del tè, del tabacco, del legno etc.)
INTOSSICAZIONI PROFESSIONALI
L’esposizione professionale a metalli può provocare la comparsa di varie manifestazioni patologiche acute o croniche a seconda del tipo di metallo impiegato (piombo, mercurio, cadmio, cromo, nichel, manganese, rame, vanadio, zinco, arsenico, antimonio, fosforo, selenio). Nei lavoratori esposti a metalli è molto importante una adeguata sorveglianza sanitaria assieme a varie misure di tutela della salute dei lavoratori indirizzate a ridurre e controllare il rischio.
TUMORI PROFESSIONALI
Secondo l’Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro (IARC) l’80% di tutti i tumori dipende direttamente o indirettamente da fattori ambientali e almeno il 90% di questi fattori sono di natura chimica, ambientale, alimentare o professionale. I tumori professionali sono le neoplasie dovute all’azione di agenti cancerogeni presenti nell’ambiente di lavoro. Tali tumori hanno generalmente un periodo di latenza molto lungo e non sono differenziabili dai tumori non professionali. Talvolta l’agente cancerogeno professionale concorre all’insorgenza del tumore con molti altri fattori. I tumori professionali sono soprattutto tumori della pelle, delle vie respiratorie, della vescica e del midollo osseo, degli gli organi cioè che vengono più direttamente in contatto con le sostanze cancerogene o i loro metaboliti.
PATOLOGIA PROFESSIONALE DA AGENTI FISICI
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RUMORE: tra gli agenti fisici causa di patologia professionale il più comune è rappresentato dal rumore. Agendo sulle strutture dell’ orecchio interno provoca danni alle cellule ciliate che possono essere temporanei o permanenti in base all’ intensità o alla durata dello stimolo, e può provocare così la perdita irreversibile dell’udito. La sordità da rumore rappresenta la più comune malattia professionale denunciata in Italia. I settori lavorativi più colpiti comprendono quelli metallurgico, edilizio, dell’ industria tessile e dell’ industria del legno.
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VIBRAZIONI: per vibrazioni si intende un movimento periodico di un corpo più o meno elastico in direzioni alternate ed opposte rispetto ad una posizione di equilibrio. Le vibrazioni si distinguono in 1) vibrazioni che agiscono sul corpo intero e 2) vibrazioni ad effetto localizzato. Le principali manifestazioni cliniche che si evidenziano nei lavoratori esposti a vibrazioni localizzate comprendono: a) manifestazioni angioneurotiche: fenomeno di Reynaud (parestesie, formicolii, intorpidimento delle estremità distali dell’arto superiore o delle sole dita delle mani); fenomeno del “dito bianco”; b) manifestazioni osteo-articolari: artrosi deformante con dolore e scrosci articolari, limitazione dei movimenti per usura delle cartilagini, deformazioni reattive delle epifisi. Colpiscono soprattutto le piccole ossa del carpo, il gomito, la spalla; c) altre manifestazioni: nevriti del plesso ulnare e la “sindrome del tunnel carpale” (STC), dovuta alla compressione del nervo mediano del polso nel passaggio attraverso il tunnel carpale, caratterizzata dalla presenza di formicolii e gonfiore a livello della mano e delle prime tre dita, in particolare al mattino e durante le ore notturne. In seguito si aggiungono dolore (con irradiazione al braccio), perdita di sensibilità e di forza della mano. La sintomatologia è spesso bilaterale. Correlata a movimenti ripetitivi e prolungati che comportano movimenti di flesso-estensione del polso e della mano, la STC si manifesta comunemente in tessitori, filatori, tappezzieri, addetti al settore calzaturiero, carpentieri, piastrellisti, metalmeccanici, minatori, macellai, cuochi, addetti alla preparazione e confezionamento dei cibi, dentisti e dattilografi (uso del computer).
MALATTIE PROFESSIONALI CUTANEE
Con l’espressione “malattie cutanee professionali” si intendono tutte quelle patologie cutanee legate all’ attività lavorativa. Esse sono numerose, molto frequenti, spesso invalidanti e possono essere divise in varie categorie, le principali sono:
- la dermatite da contatto, che può essere distinta in due tipi: irritativa ed allergica. La dermatite irritativa si presenta con arrossamento, bruciore e desquamazione, nella zona di contatto con l’agente dannoso, in genere mani e avambracci. La dermatite allergica presenta un meccanismo immunologico, quindi esiste una predisposizione genica, che favorisce il suo sviluppo. In genere si presenta con arrossamento e prurito non solo nelle zone esposte all’agente chimico, ma anche in altre sedi come viso, tronco, arti inferiori.
- Cloracne: affezione che compare dopo qualche settimana dalla prima esposizione e regredisce dopo un periodo variabile che va da diversi mesi a qualche anno; si manifesta con comedoni, pustole e cisti bruno-rossastre localizzate su volto e arti superiori.
- Neoplasie cutanee
MALATTIE INFETTIVE E PARASSITARIE DI ORIGINE PROFESSIONALE
Alcune categorie di lavoratori sono più esposti a malattie infettive e parassitarie, per la maggiore probabilità di contagio negli ambienti di lavoro (allevatori, contadini, veterinari, macellai etc.). Le più comuni malattie infettive professionali (zoonosi) comprendono:
- Brucellosi
- Carbonchio
- Psittacosi
- Echinococcosi
- Febbre Q
- Leptospirosi
- Mal rossino
- Tetano
- Tubercolosi
STRESS LAVORO-CORRELATO E MOBBING
Lo stress è uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti.
I sintomi dell’insorgenza di problemi di stress possono essere raggruppati in tre classi:
1) Manifestazioni di alterazione della salute personale:
- Disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia).
- Disturbi gastroenterici (ulcera e colite).
- Disturbi cardiocircolatori (ipertensione, ischemia).
- Disturbi respiratori (asma bronchiale)
- Disturbi urogenitali (alterazioni mestruali, incontinenza).
- Disturbi sessuali (impotenza).
- Disturbi locomotori (dolori lombari, reumatismo psicogeno, cefalee da contrazione muscolare).
- Disturbi dermatologici (la pelle svolge anche espressione di espressione delle emozioni: sudore, pallore, arrossamento).
- Disturbi del sonno.
2) Alterazioni del comportamento con riguardo a:
- Tabagismo.
- Alcolismo.
- Consumo di droghe e stupefacenti.
- Dipendenza da farmaci.
- Insoddisfazione.
- Riduzione livelli di aspirazione.
- Irritabilità.
3) Comparsa di problemi organizzativi come:
- Assenteismo
- Conflittualità
- Bassa qualità del lavoro
Considerare il problema dello stress sul lavoro può voler dire una maggiore efficienza e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme.
Il mobbing comprende un insieme di comportamenti violenti (abusi,angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, etc.) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso; all’origine del mobbing c’è un aspetto di intenzionalità che non è presente nello stress lavoro correlato.
VIDEOTERMINALI (VDT)
Il lavoro al VDT può provocare vari tipi di problemi: a) fatica visiva (disturbi di accomodazione, convergenza, adattamento, sensazioni soggettive di sforzo visivo, sintomi di irritazione con lacrimazione e arrossamento, riduzione del senso di benessere); b) problemi posturali (fatica localizzata, dolori tendinei e muscolari); c) problemi psicologici (conflittualità uomo-macchina, monotonia, ripetitività etc.).
Lo studio medico Gerardi è da sempre impegnato nella prevenzione, diagnosi e cura della patologie lavoro-correlate





